<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Webpoint</title>
	<atom:link href="http://www.webpoint.biz/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.webpoint.biz</link>
	<description>Paolo Maio Official website</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Apr 2012 10:43:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il venditore che non vende.</title>
		<link>http://www.webpoint.biz/2011/08/venditore/</link>
		<comments>http://www.webpoint.biz/2011/08/venditore/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 07:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Maio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[maio]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Maio]]></category>
		<category><![CDATA[venditore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.webpoint.biz/?p=28</guid>
		<description><![CDATA[Di Matteo Barbiero Il signor Povellato, vecchio titolare della ex “antica” trattoria, riconosce un rappresentante appena varcata la soglia; anche se sprovvisto di valigetta, giacca o cravatta. Dice di riconoscere l’occhio del venditore. Preferisce chiamarli venditori perché raramente rappresentano, nel &#8230; <a href="http://www.webpoint.biz/2011/08/venditore/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>Di Matteo Barbiero</address>
<h6 style="text-align: justify;">Il signor Povellato, vecchio titolare della ex “antica” trattoria, riconosce un rappresentante appena varcata la soglia; anche se sprovvisto di valigetta, giacca o cravatta. Dice di riconoscere l’occhio del venditore. Preferisce chiamarli venditori perché raramente rappresentano, nel vero senso del termine, l’azienda per cui lavorano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il venditore entra, sembra sia lì per caso, riconosce il titolare e si butta facendo il simpatico, mostra cataloghi di prodotti che sono esclusivi, comincia, dopo un po’, a far conti su quanto costa il suo prodotto e su quanto può far guadagnare il cliente che nel frattempo è diventato per lui un amico fraterno.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Quella mattina ne aveva già scaricati tre fingendo di non essere il titolare. Tre venditori e purtroppo pochi commensali.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Tra quest’ultimi c’era un signore ben vestito che mangiava da solo e, stranamente, non aveva ricevuto nessuna telefonata al cellulare. Finito di mangiare si avvicinò al bancone per bere il caffè e farselo servire dal signor Povellato.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Complimenti per il risotto ai carciofi. Erano biologici?</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Si! Oh finalmente qualcuno se ne accorge. Lei ha un buon palato – disse il signor Povellato sorridendo</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Merito di mia nonna – rispose il commensale</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Ah le nonne – rise il signor Povellato posando la tazzina sul piattino.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il commensale sorseggiò il caffè con calma.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Ho visto che lei tiene molto al suo cliente -</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Si è vero</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- I bicchieri, i piatti, le posate …..</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Non se ne accorgono in molti però</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Quelli buoni se ne accorgono</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Si ma avrei bisogno di più clienti buoni …</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- O farli diventare buoni  … educarli in un certo senso ….</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Ecco si educarli al buon gusto ….</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Mi fa un altro caffè per piacere, era buonissimo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il signor Povellato tornò alla macchina. Mentre chiudeva il gruppo e abbassava la leva disse quasi sopra pensiero</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- E come si fa a spiegare che ho scelto quelle posate …</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Con una piccola ed elegante brochure che i suoi clienti leggono mentre attendono i piatti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il signor Povellato, appoggiato alla macchina, guardava in silenzio la tazzina riempirsi. Tirò su la leva, scesero le ultime gocce di caffè.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Potrebbe essere una buona idea ….</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Se si fida del mio palato – disse il commensale sorridendo – posso farle vedere qualcosa tra un paio di giorni …. che ne pensa?</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Mi fido del suo palato, signor ….</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Palladino.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Bene signor Palladino venerdì pomeriggio verso le 16 le può andar bene?</h6>
<h6 style="text-align: justify;">- Benissimo – rispose stringendogli la mano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Dopo aver pagato il conto il signor Palladino uscì. La porta si richiuse in modo rumoroso e il signor Povellato ebbe un sussulto e una certezza. Il signor Palladino era un venditore e lui non se ne era accorto. Nonostante tutto le era comunque simpatico perché un rappresentante deve essere come un coltellino svizzero: versatile, efficace e soprattutto poco ingombrante.</h6>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webpoint.biz/2011/08/venditore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le differenze tra Facebook, Twitter e Google+ in un’infografica</title>
		<link>http://www.webpoint.biz/2011/07/differenza/</link>
		<comments>http://www.webpoint.biz/2011/07/differenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 13:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Maio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.webpoint.biz/?p=5</guid>
		<description><![CDATA[Lo abbiamo già detto diverse volte qui, ossia che Google+ è sicuramente il fenomeno del momento. Molti scommettono che questo sarà l’anti-Facebook per eccellenza, ma molti altri credono che possa essere un nuovo tentativo a vuoto di Google per cercare &#8230; <a href="http://www.webpoint.biz/2011/07/differenza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css">
<!--
.Stile1 {
	font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;
	font-size: 11px;
}
-->
</style>
<div align="justify"><span class="Stile1">Lo abbiamo già detto diverse volte qui, ossia che Google+ è sicuramente il fenomeno del momento. Molti scommettono che questo sarà l’anti-Facebook per eccellenza, ma molti altri credono che possa essere un nuovo tentativo a vuoto di Google per cercare di crearsi un varco in un settore, quello dei <a title="Post taggati con social network" href="http://www.franzrusso.it/tag/social-network/" rel="tag">social network</a>, sempre più monopolizzato da Facebook. Avevamo lanciato <a href="http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/google-la-vera-alternativa-a-facebook/" target="_blank">qui</a> su questo blog anche una riflessione realtiva al fatto se veramente <strong>Google+</strong> può presentarsi come vera alternativa a Facebook. Però sarebbe utile anche approfondire meglio la conoscenza di Google+, mettendolo in relazione con Facebook e Twitter e qui ci aiuta molto l’interessante<a href="http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/google-facebook-e-twitter-a-confronto/" target="_blank"> infografica</a> realizzata da <strong><em>Stefano Epifani</em></strong>. Guardiamola insieme.</p>
<p>  <a href="http://www.webpoint.biz/wp-content/uploads/2011/07/differenze-social-network.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9" title="differenze-social-network" src="http://www.webpoint.biz/wp-content/uploads/2011/07/differenze-social-network-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>Il grafico prende in considerazione Facebook, Twitter e Google+ secondo i parametri della <em>Relazione</em>: e qui vediamo che quelli che per Twitter sono <em>Follower e Following</em>, quelli che per Facebook sono <em>Amici</em> e quelli che per Google+ sono <em>Persone</em>. Poi secondo il parametro della <em>Condivisione </em>notiamo le prime differenze sostanziali. E cioè che, mentre per Twitter non c’è modo di <a title="Post taggati con condividere" href="http://www.franzrusso.it/tag/condividere/" rel="tag">condividere</a> nulla con gruppi o liste particolari, per Facebook sappiamo che si hanno a disposizione le Liste attraverso le quali condovidere <a title="Post taggati con contenuti" href="http://www.franzrusso.it/tag/contenuti/" rel="tag">contenuti</a>. Su Google+ questi gruppi diventano <strong>Cerchie</strong>, ossia gruppi di persone catalogate a seconda di interessi particolari e diversi tra loro. Infatti con Google+ si ha la possibilità di rendere visibile o meno dei contennuti rispetto ad altri. Una differenza non da poco, se la paragoniamo a Facebook dove questo non è del tutto possibile.</p>
<p>  Seguendo il grafico, notiamo che più o meno il concetto di cui parlavamo prima si ripresenta sotto il parametro della <em><a title="Post taggati con visibilità" href="http://www.franzrusso.it/tag/visibilita/" rel="tag">Visibilità</a> elementi condivisi</em>, dove le opzioni sono molto più esemplificate su Twitter, mentre su Facebokk e Google+ si hanno a disposizione più opzioni. Secondo il parametro del <em>Grafo Sociale</em> le distinzioni si fanno più nette. La caratteristica distintiva è che Google+ rende la relazione un pò più selettiva, rispetto a Facebook o Twitter. E questo potrebbe essere un fattore determinante per chi volesse provare a fare una esperienza nuova con i social network e magari si vedono soddisfatte quelle esigenze che altrove non possono essere prese in considerazione.</p>
<p>  Gli ultimi due passaggi nel grafico aiutano ancora nel tentativo di individuare meglio le differenze. E quindi, da un lato su Twitter e Facebook quello che io inserisco è visto dai miei <a title="Post taggati con followers" href="http://www.franzrusso.it/tag/followers/" rel="tag">followers</a> o dai miei amici, dall’altro su Google+ quello che io inserisco sarà visibile ad altri solo se io sono a mia volta presente nelle loro cerchie. Non c’è una modalità libera, per cui per il solo fatto di far parte dei contatti di un account si ha accesso ad altri dati. Su Google+ questo non è possibile. Tutto ruota attorno alle <em><strong>Cerchie</strong></em>.</p>
<p>  Infine, seguendo l’ultimo passaggio illustrato nell’infografica, si ripete il concetto precedente solo che è al contrario. Mentre su Twitter e Facebook vedo cioè che gli altri inseriscono, perchè sono miei followers o miei amici, su Google+ vedo quello che altri inseiriscono solo se facciamo parte della stessa cerchia. E quindi vale un pò quello che abbiamo detto prima.</p>
<p>  Mi sembra che attraverso questa infografica, sapientemente realizzata da Stefano Epifani, le differenze siano ben evidenti e soprattutto, in un momento in cui tutti si chiedono se Google+ sia così diverso dagli altri social network, ecco che queste domande guardando l’infografica possono trovare risposta.</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webpoint.biz/2011/07/differenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

